DI TUTTO UN PO'
blog in continua evoluzione loft di testi, idee e progetti e .... di Belva64
In pratica questo è il solaio.

giovedì 4 novembre 2010

Riflessioni su Travaglio e Grillo

Travaglio e Grillo hanno sempre detto la verità su Berlusconi, di ciò si deve prendere atto,
nonostante non siano verità scoperte da loro, non sono giornalisti tipo Peppino Impastato(cento
passi), che faceva indagini e per questo è stato assassinato.
Loro riportano una verità già di dominio pubblico, non rivelano niente, al limite sensibilizano.
Molte delle loro fonti e spunti che vanno a sviluppare sono tesi di altri giornalisti, seri,
che fanno il loro lavoro senza diventare degli "One-man-show", questi giornalisti spesso
pubblicati da settimanali, hanno già anzitempo portato a conoscenza le notizie poi sfoderate da
Grillo e Travaglio Il grande successo del blog di Grillo è dato in gran parte dal fatto che gli
italiani leggono sempre di meno, questo li porta a guardare servizi audiovisivi dei due, credendoli
rivelatori d'informazioni già portate alla luce da altri. Altra componente che ha contribuito al
successo dei è una buona dialettica, qualità indispensabile ad ogni buon oratore, ma che
assolutamente non va confusa con la genuinità del discorso e con la buona fede dell'oratore, potrei
farvi un elenco infinito di oratori veramente in gamba, ma dalle idee e suggerimenti dati, alquanto criticabili vedi Almirante, primo esempio che mi viene alla mente ma potrei citarne veramente un infinità.
Mi fa specie come la gente non ricordi che Marco e Beppe provengono dall'area liberal-repubblicana (Spadolini & co.), area che dalla parte dei lavoratori e di chi tutti i giorni tribola con
redditi da fame, non c'è mai stata.Non dimentichiamo che Grillo dichiara 4.800.000
euro all'anno di reddito.
E' singolare che Travaglio divida il parere personale dal pubblico! Attacchi chi svela le sue
marachelle, come fa lui con i suoi criticati, dicendo: ""Non si fa!"
Viene spontanea una domanda chi è il vero Travaglio quello che in privato esprime
pareri razzisti, reazionari, classisti, o quello pubblico che lo vede paladino della "Verità"
oltre che paladino della "Giustizia"?
Si può, secondo voi, aspettarsi giustizia sociale da chi usa le ingiustizie per arricchirsi?
Si può aspettarsi vero ambientalismo da chi lavora al soldo e rivolge i propri servigi a un editore
che lavora per le peggiori multinazionali mondiali?
Chiaro che questo non vuol dire che Travaglio o Grillo siano da mettere alla pubblica gogna o
ignorati, se qualcuno merita la gogna in Italia, penso che, tutti sappiamo chi sia. Ciò che sostengo
è che fare di Travaglio e Grillo un mito è uno sbaglio che si potrebbe pagare caro, diffondere,
tra la gente, che solo la loro sia informazione libera è altrettanto uno sbaglio, che un giorno
porterà a screditare la libera informazione o contro informazione che dir si voglia.
Altrettanto enormemente errato è riporre le speranze che qualcosa cambi grazie a personaggi
la cui ambiguità è più che sospett.
Ho sentito la gente reclamare Grillo in politica, disposti a dargli voti, senza sapere niente del pensiero e dell'ideologia di Grillo e collaboratori, solo per aver ascoltato da loro pareri, anche giusti, ma su malefatte di altri. Ebbene quanti di voi, credo tutti nella vita, hanno sentito persone accanirsi su malfattori e in seguito hanno scoperto la natura delinquenziale di colui, che poco prima, era critico delle malefatte.
Nel video allegato è sconcertante la difesa che Travaglio tenta, è del tutto simile ai sistemi berlusconiani di screditamento della fonte delle critiche, invece di discutere le motivazioni delle critiche.
Cosa ne pensate voi?
Questo è un mio parere e una critica che rivolgo a tutti, convinto che il confronto e l'analisi dei
pareri con più persone, sia motivo di crescita personale e collettiva.

domenica 25 gennaio 2009

La videoteca libera di Belva64

Sul lato destro trovate i titoli se cliccate su di essi venite reindirizzati alla pagina di download dei file, questa lista sarà in continuo aggiornamento, quelli pubblicati sono tutti documentari e film, molti dei quali pubblicati su YT nel mio canale: belva64, è mia intenzione estendere cercando di proporre sempre degli ottimi prodotti, vi consiglio periodicamente di visitare il blog e vedere gli aggiornamenti all'elenco.

Lascio l'accesso al blog aperto al pubblico, ciò nonostante, vi prego di diffondere con parsimonia l'indirizzo, mi vedrò altrimenti costretto ad adottare un sistema di controllo accesso riservato solo ad utenti registrati.

Vi informo che il sito Megaupload è uno sharefile utile allo scambio di file, peso massimo 1000Mb, spazio a disposizione 50Gb, esistono due forme d'account, non richiesti e non necessario nel caso di download, ma utili a chi vuol eseguire degli upload ed usufruire del servizio e di tutto lo spazio a disposizione, vi parlo di quello gratuito, perché quello a pagamento non lo conosco.
Per usufruire dell'account dovrete scaricare un kit, si aprirà ogni volta che cliccherete sull'icona, [nel caso avrete selezionato di gestire qualsiasi download(sconsigliato) al kit si aprirà anche quando vorrete scaricare qualsiasi file].
Il pacchetto di file per l'installazione contiene spyware e troyan, che oltre mangiarvi banda di trasmissione e risorse del computer, ovvio dovendole usare per raccogliere e trasmettere a vostra insaputa i dati verso il server che ha preimpostato, questi parassiti segnalano e tracciano tutte le vostre attività, fornendo dati per indagini commerciali, strategie di marketing, studi sull'opinione pubblica, statistiche pubbliche e private, capite che oltre ad essere una grave intromissione nella privacy di ognuno di noi può benissimo intendersi come uno degli strumenti relativi al controllo globale, quindi per tutti i motivi tecnici ma anche etici e sociali, occhio agli SPYWARE!!!
Nel caso specifico del pacchetto di Megaupload, scaricate il file d'installazione senza, aprirlo o eseguirlo, fate la scansione con un buon spyware (Spyboot search&destroy, oltre a essere gratuito e auto aggiornante, è un ottimo prodotto), eliminate o cestinate senza timori i file trovati infetti, il kit funzionerà ugualmente senza nessun disservizio, avrete infatti eliminato solo gli spyware!.
Ricordate che il 99% di ciò che è gratuito, e non solo, contiene spyware, che è buona abitudine prima di aprire o eseguire un file scaricato dalla rete, scansionarlo con spyware e antivirus. In ogni caso attualmente in rete offrono gratuitamente prodotti per la protezione validi, io oltre a Spyboot S&D, uso Avast e Zonealarm, da tre anni più o meno non ho problemi con virus, troyan e spyware.
Ciao a tutti.
Belva64.

ATTENZIONE = Il download non richiede nessuna forma di registrazione ne di pagamento, la diffusione del materiale audiovisivo ha come unico scopo la diffusione di materiale di supporto alla libera informazione e allo sviluppo culturale di chi ne usufruisce, noterete nessuna forma di pubblicità, nessuna forma di lucro o profitto. Il proprietario del blog si ritiene sollevato dalla responsabilità che eventualmente deriverebbero dall'uso fatto dei file in elenco o dei links.
Questo è un servizio gratuito.

Belva64

lunedì 12 gennaio 2009

Ancora su Gaza, accesso ai farmaci da parte dei paesi poveri e orrori vari.


Tragica situazione medio-orientale che è sfociata con l'invasione, via terra, da parte delle truppe d'Israele, nella striscia di Gaza e la pubblicazione di un documentario, che è inquietante, agghiacciante e illuminante, al pari se non di più di: "The corporation".
Guarda caso la multinazionale Bigpharma è la terza corporazione al mondo, ma oltre a questo parallelismo, se un po' di fiducia ho acquistato presso di voi con le mie proposte, seguite il mio consiglio e guardatelo tutto: durante tutto il documentario vi sono rivelazioni sconcertanti che tutta la gente dovrebbe conoscere, almeno quel genere di persone che annovero tra gli amici: ossi ognuno di voi a cui mi sto rivolgendo.
Ho sempre cercato di avere tra gli amici, dei contatti con cui condividere, almeno in parte, punti d'interesse e similitudine di ideali, insomma non m'interessa il quantità ma la qualità.Con un ultrà che parla e pensa al calcio dal lunedì alla domenica, compra la gazzetta dello sport come sua principale fonte d'informazione, mentre la seconda è Emilio Fede, ho poco da condividere; con questi presupposti talvolta ho ignorato richieste amicizie, forse usando, ogni tanto, fin troppo rigidità, sapevo comunque che se una persona fosse stata interessata ai miei video li poteva seguire comunque o magari iniziare iscrivendosi al canale, farsi conoscere con commenti ecc. ecc.
Tornando al documentario, ho lavorato l'intera notte, sono circa le sette del mattino e sto scrivendo questi messaggi per poi buttarmi sul letto, gli occhi cominciano a sentire la stanchezza, per adattare il documentario a YT (montaggio, titoli, creazione playlist ecc) e postarlo, per farsi che per oggi domenica fosse disponibile dal mattino una playlist con l'opera completa, da tutti i documentari ho notato una partenza in quarta e poi inevitabilmente una perdita di visualizzazioni a ogni puntata e non per i documentari in se stessi, ma per tanti motivi diversi, tra cui il principale, credo, consista nel fatto che una lunga diluizione nel tempo crea un raffreddamento dell'interesse, "Battere il ferro finché è caldo". Spero che per questo documentario in particolare la pubblicazione praticamente in blocco ottenga risultati diversi.
Infatti ci tengo a ribadire che quest'opera, assai recente, è piena d'informazioni e rivelazioni importanti, ma diluite per tutta la durata dell'audio-visivo, anche per il nostro futuro e la nostra salute, per comprendere ancora di più come funziona questo marcio sistema, per non trovarci un giorno, neanche troppo lontano se continua cosi, in una situazione pari a quella dei paesi poveri e n via d sviluppo e non sapere neanche come ci siamo arrivati, ammesso che noi occidentali riuscissimo a sopravvivere in quelle condizioni abituati come siamo sia fisicamente che psicologicamente.
Credo che tutte queste motivazioni siano più che incentivanti a dedicare un po' del nostro tempo alla visione di questo documentario, anche perché già dovrebbe essere sufficiente la solidarietà e la conoscenza di queste differenza tra umani di serie "A" e di serie "B" e pensate un po' non dipende da dove siamo nati, dal colore della pelle o dal fatto che siamo europei, dipende solo da quanta capacità di acquisto abbiamo. Pensate in Mozambico l'aspettativa di vita è di 38 anni, incredibile vero?
Spero quindi che tutti voi non perdiate questa opportunità e lo vediate integralmente, a spezzoni, come volete, ma sappiate che fino all'ultima parola ci possono essere delle cose che vanno sapute; vedendolo vi renderete conto che questo documentario, italiano e realizzato col contributo anche dell'associazione: "Medici senza frontiere" è un documentario fondamentale nella formazione di un pensiero tanto quanto: " The corporation", "Earthlings" ecc. ecc.
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Il giorno 03/01/2009 alle 19 ora italiana circa Israele iniziava il suo genocidio nei confronti dei palestinesi, ecco il massaggio inviato agli utenti di YT e amici del mio canale:

Israele sta attacando via terra la strage ha inizio. The massacre begins
Israele sta cominciando l'invasione via terra della striscia di Gaza, dopo che i bombardamenti hanno già fatto 500 vittime civili, smettiamola con questa storia del diritto d'Israele a difendersi, se uno mi tira un pugno e io gli sparo in fronte non mi difendo, commetto un omicidio, ora se per 4 morti sotto colpi di mortaio della seconda guerra mondiale, quali missili? Loro invadono un campo di concentramento a cielo aperto, nel quale hanno rinchiuso un popolo intero, non fanno entrare medicine e cibo, attaccano i pescatori e le barche di volontari internazionali che vanno a prestare assistenza medica. Vediamola chiara stanno facendo ciò che i nazisti hanno fatto a loro,, senza demagogia e retorica. La shoa che hanno subito 50 anni or sono non li autorizza a fare lo stesso nei confronti di nessuno. Questo è sionismo razzista e deve cessare, si sperava un po' in Baracka ma niente silenzio. Fate almeno sentire la vostra disapprovazione scrivendo una piccola frase in inglese a uno degli indirizzi governativi israeliani in allegato al messaggio, potete se non conoscete l'inglese usate i traduttori automatici, oppure potete scrivere questa stop alla shoa del popolo palestinese, assassini razzisti, = stop the Shoah of the Palestinian people, racist murders. Non scandalizzatevi, prima Israele provoca la resistenza e poi usa un equazione peggiore di quella delle esse esse 1 tedesco 10 italiani lo ricordate, allora non state in silenzio levate la vostra voce contro un genocidio, strage organizzata di anziani, donne e bambini, bene o male i guerriglieri se la cavano, sono i soliti indifesi e inermi a pagare, pensate al volto e alla paura di quei bimbi, come potete dormire senza fare niente? Urlate la vostra accusa scrivete un piccolo messaggio agli indirizzi di seguito, almeno uno, meglio se a tutti, magari qualcuno di loro si vergogna.
Ciao e scusate l'ennesimo messaggio di un'altra tragedia di questo mondo.

Israel is beginning the land invasion of the Gaza Strip after the bombings have already been 500 civilian victims, let us stop with this story of the right of Israel to defend itself, if one pulls me and I punched the shot in front of me advocate, commits a murder, for 4 hours if the dead under mortar shots of the Second World War, such missiles? They invade a concentration camp in the open air, where they kept an entire people, do not enter medicine and food, attack the fishermen and boats ranging international volunteers to provide medical care. Vediamola clear they are doing what the Nazis did to them, without rhetoric and demagoguery. The Shoah who have suffered 50 years ago does not authorize them to do the same against anyone. Zionism is racist and must end, it was hoped some 'in Barack nothing but silence. Make at least hear your disapproval by writing a small phrase in English in an address Israeli government attached to the message, if you do not know English translators use the machines, or you can write this stop the Shoah of the Palestinian people, racist murderers, = stop the Holocaust of the Palestinian people, racist murders. Not scandalizzatevi before Israel provokes resistance and then uses an equation worse than they they 1 German 10 Italians remember him, then not been raised in silence your voice against genocide, organized the massacre of elderly, women and children, good or bad if the guerrillas derive are usually helpless and defenseless to pay, think about the face and the fear of those children, as you can sleep without doing anything? Yelled your accusation write a small message to the addresses below, at least one, if better at all, maybe some of them ashamed.
Hello and sorry yet another message of another tragedy of this world

Contatti/contacts:

Ministry of Finance Ministero delle Finanze webmaster@mof.gov.il webmaster@mof.gov.il
Ministry for the Environment Ministero per l'Ambiente pniot@sviva.gov.il pniot@sviva.gov.il
Ministry of Defense Ministero della Difesa pniot@mod.gov.il pniot@mod.gov.il
Ministry of Public Security Ministero della pubblica sicurezza Applications@mops.gov.il Applications@mops.gov.il
Ministry of Construction and Housing Ministero della costruzione e dell'edilizia abitativa http://www.moch.gov.il/Moch/Appeals http://www.moch.gov.il/Moch/Appeals
Ministry of Health Ministero della Salute pniot@moh.health.gov.il pniot@moh.health.gov.il
Ministry of Foreign Affairs Ministero degli Affari Esteri feedback@mfa.gov.il feedback@mfa.gov.il
Ministry of Education Ministero della Pubblica Istruzione info@education.gov.il info@education.gov.il
Ministry of Agriculture Ministero dell'Agricoltura http://www.moag.gov.il/english/write_us/ http://www.moag.gov.il/english/write_us/
Ministry of Science and Technology Ministero della Scienza e della Tecnologia sima@most.gov.il sima@most.gov.il
Ministry of Justice Ministero della Giustizia YaelK@justice.gov.il YaelK@justice.gov.il
Ministry of the Interior Ministero degli Interni pniot@moin.gov.il pniot@moin.gov.il
Ministry of Immigrant Absorption Ministero degli immigrati assorbimento info@moia.gov.il info@moia.gov.il
Ministry of Social Affairs Ministero degli Affari sociali http://www.molsa.gov.il/OdotMisrad/HofeshM/ http://www.molsa.gov.il/OdotMisrad/HofeshM/
Ministry of Transport Ministero dei Trasporti http://www.mot.gov.il/wps/portal/HOME/ComplainForm http://www.mot.gov.il/wps/portal/HOME/ComplainForm
Ministry of Tourism Ministero del Turismo webmaster@tourism.gov.il webmaster@tourism.gov.il
Ministry of Industry, Trade and Labor Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro http://www.moital.gov.il/cmsTamat/SendMail.aspx http://www.moital.gov.il/cmsTamat/SendMail.aspx
Ministry of Communication Ministero delle Comunicazioni dovrut@moc.gov.il dovrut@moc.gov.il
Ministry of National Infrastructure Ministero delle infrastrutture nazionali pniot@mni.gov.il pniot@mni.gov.il

Per comprendere meglio ciò che succede durante queste invasioni a caccia di terroristi, chissà quale tribunale ha appurato e valutato le prove, quindi condannato e giudicato, questi giovani che arbitrariamente vengono sottoposti ad esecuzione. Già di per se questa è una grave ingiustizia, un uomo è innocente finche non viene dimostrata la sua colpevolezza. Comunque per meglio capire cosa avviene in questi massacri organizzati dai macellai sionisti, per comprndere chi sono le vere vittime d'Israele guardate il film qui allegato.





descrizione film:
UN FILM SULLA SOFFERENZA UMANA

Il procedimento è quello tipico dei documentaristi: dare la parola ai testimoni, in questo caso a chi, in cinque minuti d'inferno, ha perso ciò che aveva costruito in quarant'anni, e lascia dietro di sé giovani, la cui sola "cultura" è un mix di guerra, violenza e vendetta senza fine. "Dopo quello che ho vissuto, che senso posso dare alla mia vita?" Si chiede la ragazzina dodicenne, ripresa in campo lungo, mentre sale su macerie all'inizio, da cui discenderà solo alla fine del video.
A una prima visione, forse, sfugge l'enorme lavoro di montaggio, durato circa tre mesi; eppure è notevole. Gli argomenti che vengono via via montati in modo che il concetto espresso da un testimone venga ripreso e ampliato dalla testimonianza proposta subito dopo. Ne risulta un effetto corale di prim'ordine. Dove ciascuno trae dall'altro la forza di rilanciare, passando da un proclama a un ricordo, da un martire a un sarcasmo. Fino all'immagine dell'anziano di spalle che dichiara: "Resteremo qui fino al giorno del giudizio". Una solenne promessa condivisa dal giovane che incarna il pensiero medio come dal primario dell'ospedale.
Dunque il racconto è fatto di frammenti in movimento, come quelli che compongono la casa distrutta e i pezzi di ricordi, elencati uno ad uno (il letto dove è morto un vecchio padre, il fico di 52 anni.), tracce perdute che il video non può mostrare. Questo è un film fatto di grandi assenze: Bakri ha potuto infatti raggiungere Jenin solo a massacro avvenuto, il 26 aprile 2002, giorno in cui l'Esercito ha lasciato il campo. Ci è rimasto cinque giorni, ritornando solo un'altra volta per alcune rifiniture fotografiche. Ma è stato sufficiente: scheggia su scheggia si ricostruisce una storia, un'unità fatta di rovine. E di dolore. È questo che il suo autore vuole sviscerare in tutte le sue infinite variazioni. Ne risulta dunque un film sulla sofferenza umana: "su un'anima ferita, un cuore spezzato, un albero sradicato, una casa demolita, un fiore spezzato.".
È un dolore così forte, che non ha quasi bisogno di parole. Il primo, sorprendente testimone è un muto. Ma nessuno meglio di lui sarebbe capace di mimare efficacemente gli eventi, a cui ha assistito. I fatti sono talmente enormi che, appunto, non serve una dialettica particolare. Quindici secondi serratissimi racchiudono tutto: gli agguati, gli scontri, le barricare, le esecuzioni. Al primo piano, che puzza di morte e ha perso l'uso del linguaggio, si contrappone un secondo piano più vitale. La città continua a respirare: i vagiti, i canti, i rumori, le ombre raccontano di una comunità che è stata colpita al cuore, ma non è umanamente degradata. Ricomincia sempre da capo. E, soprattutto, non si arrende.
RESISTERE, NONOSTANTE TUTTO

Questa stupefacente capacità di resistenza viene sbattuta in faccia al governo di Ariel Sharon (ma non al popolo israeliano) e anche ai paesi arabi, "dai quali ogni venerdì - si dice nel film - aspettavamo una manifestazione in nostro favore (che stupidi che siamo stati.)". E ciò spiega come mai nessun tv araba, a parte la libanese Future, l'abbia comprato.
Inutile dire che Israele l'ha censurato e che nessuna tv del mondo arabo, a parte la libanese Future, l'ha acquistato.
"Come faranno mai gli israeliani a rimediare a tutto questo?" Si chiede un giovane palestinese, mentre si aggira fra le rovine del campo profughi di Jenin (Cisgiordania), teatro di un intervento militare israeliano senza precedenti che si è protratto per undici giorni - dal 2 al 19 aprile 2002 - e ha lasciato almeno 600 morti sul campo (ma nessuna commissione d'inchiesta nazionale o internazionale è stata mai autorizzata). "Ci ammazzano i figli e noi ne facciamo altri: c'è sempre un modo per porre rimedio.. Sono loro i perdenti, davvero". Chi parla, è uno dei protagonisti del documentario Jenin Jenin di Mohammad Bakri, cineasta palestinese con passaporto israeliano.
Questa è la versione integrale di 54 minuti: cioè compresa la testimonianza della dodicenne - istigata fin da piccola alla vendetta, forse obbligata a diventare in un futuro non lontano una kamikaze - censurata dalla tv franco-tedesca Arté (l'unica in Europa ad averlo acquistato).





L'accesso ai medicinali da parte dei paesi poveri e in via di sviluppo


Cari amici,

Richiamo un po' della vostra attenzione a un problema che spesso cade nell'oscuramento dell'informazione, oltretutto quando l'informazione se ne occupa lo fa in modo superficiale e spesso falsando le notizie, il problema è uno degli aspetti più vergognosi di questo sistema nei confronti della vita e dell'umanità stessa: l'accesso ai medicinali da parte dei paesi poveri e in via di sviluppo.

1)Scenario

La non accessibilità dei farmaci essenziali si fonda sul dislivello economico fra mondo sviluppato, Paesi in Via di Sviluppo.

Le regole del profitto, quando vengono applicate a economie deboli, impediscono la soluzione di problemi sanitari che riguardano milioni di persone: in un paese africano, il costo di un farmaco o di una giornata di terapia può anche superare il reddito annuale di un cittadino.

I costi elevati sono soprattutto quelli dei farmaci protetti da brevetto. La ditta intestataria del brevetto detiene in esclusiva diritto di produrre il farmaco e di stabilirne il prezzo per tutto il periodo di protezione del brevetto (20 anni).

Il prezzo dei farmaci essenziali è dunque determinato dal diritto alla proprietà intellettuale, dal diritto di produzione e da strategie di vendita che perseguono il profitto su parametri da mondo avanzato.

Alla scadenza del brevetto, il farmaco diviene un generico e può essere prodotto da altre ditte. La concorrenza provoca generalmente un drastico abbassamento del prezzo.

Pertanto, solo per i farmaci generici o per i farmaci brevettati ma prodotti localmente il prezzo è tarato sulle effettive disponibilità economiche del paese in cui viene venduto.

Questo sistema si regge sull’accordo politico e commerciale garantito dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e sancito dagli accordi TRIPS.

La campagna di MSF tenta di fare leva sui pochi spazi liberi dalle logiche di mercato, per affermare

* il diritto alla salute;

* la natura non esclusivamente commerciale del prodotto farmaco;

* la praticabilità di nuove forme di investimento nella ricerca.

Nell'aprile 2001 la vittoria legale del governo sudafricano nel processo intentato da 39 case farmaceutiche ha affermato, grazie anche al sostegno dell'opinione pubblica internazionale, di MSF, e di altre organizzazioni, la priorità del diritto alla salute sulla logica del profitto.

2) Accordi TRIPS

L’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC), fondata nel 1995, regola il brevetto dei prodotti e dei processi di fabbricazione, per impedire il commercio di beni contraffatti.

L'accordo del 1996 sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale - TRIPS (Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights) – riguarda anche i farmaci: si vieta la produzione locale e si vincolano importazione, uso e vendita all’autorizzazione del titolare del brevetto.

Una parziale eccezione è garantita dall’articolo 30 che consente le importazioni parallele, per ragioni di salute pubblica e per periodi di tempo limitati: se un prodotto brevettato costa 100 dollari nel paese A e 80 nel paese B, A può importare da B senza chiedere il consenso del detentore del brevetto.

Gli accordi TRIPS non contengono clausole che garantiscono fondi per la ricerca farmaceutica tropicale e prezzi realistici per i farmaci salvavita.

I paesi industrializzati si sono adeguati immediatamente (1997) a tali norme, mentre ai Paesi in via di Sviluppo è stato concesso tempo fino al gennaio del 2000, e un periodo di transizione fino al 2005, che si allunga al 2008 per i 48 paesi più poveri.

Chi non rispetta le regole incorre in sanzioni commerciali.

L’accordo TRIPS ha diverse conseguenze:

* il monopolio produce una crescita del costo dei farmaci, che a sua volta implica una disponibilità insufficiente nei paesi poveri;

* i produttori locali che vorranno fabbricare e commercializzare beni brevettati sono costretti a pagare licenze costose;

* le attività locali di ricerca e sviluppo di farmaci generici vengono disincentivate: il brevetto dura venti anni, e dopo la scadenza il mercato è nelle mani di chi lo ha a lungo occupato monopolisticamente;

* la crescita industriale e tecnologica locale non viene sostenuta, poiché il titolare del brevetto non è tenuto a produrre i farmaci in loco.

Agli accordi TRIPS hanno fatto seguito prospettive di peggioramento ulteriore, chiamate TRIPS +, con l’obiettivo di

* proteggere nuovi usi del farmaco;

* estendere il periodo di vigenza del brevetto;

* limitare l’uso governativo delle licenze;

* rendere illegittime le licenze obbligatorie

3) Il processo al Sudafrica

39 case farmaceutiche multinazionali hanno intrapreso nel 1998 una azione legale contro il governo sudafricano per bloccare il Medical Act (Medicines and Related Substances Control Amendment Act), una legge firmata dal Presidente Nelson Mandela nel 1997 che permetteva

* le importazioni parallele,
* le licenze obbligatorie,
* la produzione locale di farmaci generici.

Scopo del provvedimento era favorire una maggiore accessibilità dei farmaci per fare fronte alla drammatica diffusione dell'AIDS in Sudafrica dove

* ci sono oltre 4 milioni di malati,
* dal 1997 al 2000 sono morte di AIDS 400.000 persone.

Il Medical Act, che puntava a fornire medicinali a un costo sostenibile rispettando gli accordi internazionali sulla proprietà intellettuale (TRIPS), toccava gli interessi dei produttori di farmaci brevettati.

A sostegno della battaglia del governo sudafricano per il diritto alla salute e contro la speculazione economica si sono mossi

* il governo olandese,
* Glennys Kinnock, deputato britannico al Parlamento europeo,
* una coalizione di organizzazioni non governative (MSF, Oxfam, Treatment Action Campaign),
* attivisti di vari continenti (Africa, Europa, America del Nord e del Sud).

L'azione di sostegno ha comportato:

* la partecipazione al processo, con memorie e documenti;
* la pressione sulle case farmaceutiche;
* la pressione sui governi;
* la sensibilizzazione dell'opinione pubblica;
* l'organizzazione di manifestazioni di protesta.

In particolare MSF ha promosso una petizione internazionale via internet (Abbandonate la causa!) che è stata firmata da 285.000 persone.

In Italia, il 18 aprile 2001 (giorno in cui si riapriva il processo) MSF Italia, Legambiente, Lila, hanno organizzato a Roma una manifestazione davanti alla sede di Farmindustria per dissuadere le case farmaceutiche dal proseguire l'azione legale.

Il 19 aprile, spinte dalla pressione internazionale, le 39 multinazionali hanno abbandonato la causa. Questo evento potrà modificare profondamente il rapporto tra industrie farmaceutiche e paesi in via di sviluppo.

4)Dichiarazione di Doha

Testo integrale della Dichiarazione di Doha su "TRIP e Salute Pubblica" firmata il 14 novembre 2001 da tutti i 144 Paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio.

1. Riconosciamo la gravità dei problemi di salute pubblica che affliggono molti dei Paesi in via di sviluppo, specialmente quelli causati da HIV/AIDS, tubercolosi, malaria e altre epidemie
2. Sottolineiamo la necessità che gli accordi adottati nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Trade related aspect on intellectual property rights - TRIPS) siano parte di una più vasta azione a livello nazionale e internazionale per affrontare questi problemi.
3. Riconosciamo che la protezione della proprietà intellettuale è importante per lo sviluppo di nuovi farmaci. Riconosciamo anche le preoccupazioni a proposito dei suoi effetti sui prezzi.
4. Concordiamo sul fatto che l'accordo TRIP non impedisce e non dovrebbe impedire ai Paesi membri di adottare misure per proteggere la salute pubblica. Di conseguenza, pur ribadendo la nostra adesione al TRIP, affermiamo che quell'Accordo può e deve essere interpretato e implementato in modo da sostenere il diritto dei Paesi membri di proteggere la salute pubblica e, in particolare, di promuovere l'accesso ai farmaci per tutti. In questo contesto riaffermiamo il diritto dei Paesi membri dell'Omc di utilizzare a pieno tutte le misure inserite nell'accordo TRIP che prevedono forme di flessibilità a questo scopo.
5. Alla luce di quanto affermato nel precedente paragrafo 4, confermando la nostra adesione all'Accordo TRIP, riconosciamo che queste forme di flessibilità includono:

a) In applicazione delle consuete regole di interpretazione del diritto pubblico internazionale, ogni norma dell'accordo TRIP dovrà essere letta alla luce dell'oggetto dell'accordo, così come espresso, in particolare, dai suoi "obiettivi" e "principi" (1).

b) Ogni Stato membro ha il diritto di concedere licenze obbligatorie e la libertà di determinare le basi sui cui queste licenze sono concesse.

c) Ogni Stato membro ha il diritto di determinare che cosa rappresenta un'emergenza nazionale o altre circostanze di estrema urgenza, fermo restando che le crisi di salute pubblica, incluse quelle legate a HIV/AIDS, tubercolosi, malaria e altre epidemie possono rappresentare un'emergenza nazionale o altre circostanze di estrema urgenza.

d) L'effetto delle norme contenute nell'accordo TRIP relative alla scadenza dei diritti di proprietà intellettuale è di lasciare ogni Paese membro libero di stabilire il suo proprio regime di scadenze, senza controversie.6) Riconosciamo che i Paesi membri dell'Omc che non dispongono (o dispongono in modo insufficiente) di capacità manifatturiere nel settore farmaceutico, potrebbero incontrare delle difficoltà nell'utilizzare effettivamente le licenze obbligatorie previste dall'accordo TRIP. Diamo mandato al TRIP Council di trovare una rapida soluzione a questo problema e di riferire al Consiglio Generale prima della fine del 2002.

(1) Gli "obiettivi" e i "principi" del TRIPS a cui si fa riferimento sono quelli contenuti negli artt. 7 e 8, in cui si afferma che la protezione della proprietà intellettuale dovrebbe contribuire all'innovazione tecnologica, al trasferimento e alla diffusione delle tecnologie in modo da favorire il benessere sociale ed economico.

5)La situazione

Persone

* Quindici milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie infettive. Il 97% dei decessi avviene nei Paesi in Via di Sviluppo. La maggior parte di queste morti sono morti evitabili.
* Polmonite, tubercolosi, malaria, diarrea e HIV/AIDS sono le malattie infettive responsabili della metà dei decessi . L'AIDS è la prima causa di morte nei paesi dell'Africa sub-sahariana.

Secondo l'OMS ( World Health Report 2004 ), queste sono le cifre di mortalità per le principali malattie infettive:
o infezioni respiratorie: 4 milioni di morti;
o AIDS/HIV: 2,8 milioni;
o diarrea: 1,8 milioni;
o tubercolosi: 1,6 milioni;
o malaria: 1,3 milioni;
o malattie infantili prevenibili: 1,1 milioni
o meningite: 173.000;
o leishmaniosi: 51.000
o tripanosomiasi (malattia del sonno): 48.000.
* Le morti materne (correlate alla gravidanza o al parto) sono ancora 510.000 all'anno ( World Health Report 2004).
* Nel Sud del mondo e nei paesi in transizione dell'Est europeo ci sono circa due miliardi di persone che non hanno accesso alle cure adatte.
* I Paesi a reddito più basso portano il peso dell'85% del carico globale di malattie, ma ancora incidono solo per l'11% della spesa sanitaria globale (fonte : World Bank Development Indicators 2002-publications.worldbank.org/WDI)
* Le malattie infettive sono responsabili di più dei 2/3 dei decessi nella fascia sub-sahariana del continente africano.
* A causa della non potabilità dell'acqua che consumano, circa 2 miliardi di individui ogni anno sono colpiti da diverse malattie e conseguentemente ogni anno muoiono più di 2 milioni di donne, di uomini e di bambini (fonte: Documento conclusivo del secondo Forum Mondiale dell'Acqua-2005)

Farmaci

* Su 1.233 farmaci immessi sul mercato negli ultimi 25 anni del secolo scorso, solo 13 hanno un'indicazione specifica per le malattie tropicali (fonte : Trouiller et al., Lancet 2002, 359). La situazione resta tragicamente invariata
* Malattie considerate scomparse stanno ricomparendo e diffondendo in forme molto pericolose, perché resistenti ai trattamenti standard (farmaco-resistenza): i farmaci conosciuti non sono più completamente efficaci.

Investimenti e costi

* Il 90% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci è destinato a problemi sanitari che riguardano il 10% della popolazione mondiale ( fonte : “ 10/90 Report on Health Research 2003-2004” – Global Forum for Health Research 2004)
* Solo lo 0,2% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci riguarda polmonite, diarrea e tubercolosi, che causano il 18% delle morti nel mondo.
* I costi stimati per il 2005 per le attività di cura, prevenzione e riduzione del danno sociale da infezione da HIV/AIDS nei Paesi a basse risorse finanziarie ammontano a 11,5 miliardi di dollari ( fonte : “The Macroeconomics of HIV/AIDS”, pag. 211-212, International Monetary Fund, 2004)
* I costi stimati per conseguire gli obiettivi internazionali di lotta alla malaria ammontano a 3,2 miliardi di dollari all'anno, di cui il 36% per i farmaci efficaci e il 17% per test diagnostici rapidi ( fonte “World Malaria Report 2005”, section III, Roll Back Malaria-WHO/Unicef, 2005)


Tanti dati ma per capire la situazione a pieno sono più che necessari, su questo argomento sto pubblicando un documentario realizzato con la collaborazione di Medici senza frontiere, che ancora di più dimostrerà la drammaticità di questa situazione, per questo vi chiedo di diffondere questo video affinché questa tragedia dell'umanità non resti nell'oblio del silenzio stampa e informazione, strumento che questo sistema usa per piccoli eventi quotidiani ed enormi catastrofi sociali e umane: se di un problema non se ne parla, prima o poi l'opinione pubblica lo dimentica e per quei pagliacci (Governanti) che dovrebbero intervenire per risolvere queste bestialità il problema è risolto. manteniamo alta la voce su questo e su tutti i problemi che vanno contro i diritti fondamentali dell'uomo, ma non solo di tutti gli esseri viventi.



mercoledì 8 ottobre 2008

Partigiani: ci chiamavano ribelli

Il fatto che la sinistra non abbia soddisfatto appieno le aspettative di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, non giustifica un sostegno alla destra che nega per principio questi ideali, colui che della destra sostiene il contrario o è un bugiardo o non conosce l'ideologia della destra (Conservatori),maggior esponenti di destra: Hitler, Mussolini, Franco, Pinochet.
Il fatto che la sinistra parlamentare oggi sia solo "il lato b" della destra, significa che io sono di sinistra loro no!

lunedì 30 giugno 2008

irene grandi - prima di partire per un lungo viaggio

Prima di pretendere qualcosa prova a pensare quello che dai tu....

Invidia è stato elaborato su testi di Bertrand Russel, è stato in alcuni punti rimodernato da me visto che l'autore suddetto è un pacifista di inizio secolo scorso, sicuramente con una bibliografia assai interessante dal punto di vista psicologico, sociale e umanitario. di prossima pubblicazione testi in elaborazione dell'stesso autore ed altri Ciao a tutti Belva64
INVIDIA


Una delle principali cause dell'infelicità personale e sociale dell'uomo moderno.

Dopo l'ansietà, una delle più forti cause d'infelicità è probabilmente l'invidia. L'invidia è, direi, una delle passioni umane più radicate e universali. La si osserva chiaramente nei bambini al di sopra di un anno di età, e deve essere trattata con il più tenero rispetto da ogni educatore. La più lieve parvenza di una diversità di trattamento a favore di un altro bambino viene subito notata e provoca risentimento. Una giustizia distributiva rigida, assoluta ed invariabile, deve essere osservata da chiunque debba occuparsi di bambini. Ma i bambini sono soltanto di poco più aperti degli adulti nelle loro manifestazioni d'invidia. Questa emozione è prevalente negli adulti quanto nei bambini. Prendiamo ad esempio le donne di servizio; ricordo che quando una delle nostre domestiche, una donna sposata, rimase incinta, e noi dicemmo che non doveva più trasportare oggetti pesanti, il risultato immediato fu che nessuna delle altre volle più trasportare pesi, e qualunque cosa di questo genere ci fosse da fare, toccò a noi di farla. L'invidia è la base della democrazia. Eraclito asserisce che i cittadini di Efeso avrebbero dovuto essere impiccati tutti perché dicevano: "Nessuno deve primeggiare tra noi". Il movimento democratico negli stati greci deve essere stato ispirato quasi interamente da questa passione. E lo stesso vale per la democrazia moderna. Vi è, è vero, una teoria idealistica secondo la quale la democrazia è la migliore forma di governo. E credo io pure che questa teoria sia vera. ma non vi è alcun dipartimento della politica pratica in cui le teorie idealistiche siano abbastanza forti per provocare grandi cambiamenti; quando un grande cambiamento si verifica, le teorie che lo giustificano sono sempre un travestimento della passione. E la passione che ha impresso una forza propulsiva alle teorie democratiche è indubbiamente la passione dell'invidia.
Leggete la memorie di Madame Roland, che è spesso presentata come una nobile animata dall'amore per il popolo. troverete che ciò che la resa una democratica tanto accesa fu il fatto di essere stata introdotta dalla scala di servizio, in occasione di una sua visita ad un castello aristocratico.
Di tutte le caratteristiche della normale natura umana l'invidia è la più deprecabile; non soltanto la persona invidiosa desidera far del male e mette in atto il suo desiderio, se può farlo impunemente, ma l'invidia rende infelice anche lei. Invece di trovare piacere in ciò che ha, soffre per quello che gli altri hanno. Se può, priva gli altri dei loro vantaggi, il che, per l'invidioso, è desiderabile quanto l'assicurarsi gli stessi vantaggi. Se si lascia libero corso a questa passione, essa diventa fatale per tutto ciò che eccelle, e persino per il più utile esercizio di una abilità eccezionale. Perché un medico deve recarsi dai suoi pazienti in automobile, mentre l'operaio deve andare a piedi al lavoro? Perché a uno sperimentatore scientifico deve essere concesso di svolgere le sue ricerche in un locale riscaldato, mentre gli altri devono esporsi all'inclemenza degli elementi? Perché un uomo che possiede qualche raro talento di notevole importanza per il mondo deve essere sottratto all'obbligo del lavoro quotidiano? A siffatte domande l'invidia non trova risposta. Per fortuna, però, vi è nella natura umana una passione compensatrice, cioè quella dell'ammirazione. Chiunque desideri accrescere la felicità deve desiderare soprattutto di veder crescere l'ammirazione e diminuire l'invidia.
Quale cura esiste per l'invidia? Per i santi il rimedio sta nel altruismo, sebbene anche tra i santi non sia affatto impossibile l'invidia reciproca. dubito che Simeone lo stilita sarebbe stato molto soddisfatto se avesse saputo che un altro santo era rimasto più a lungo di lui su di un pilastro ancora più stretto. Ma, lasciando da parte i santi, l'unico rimedio contro l'invidia per gli uomini e le donne comuni è la felicità, e il difficile sta nel fatto che l'invidia è in se stessa un terribile ostacolo alla felicità. Io credo che l'invidia sia in gran parte causata da infelicità sofferte nel infanzia. Il bambino che vede il fratello o la sorella preferiti a lui, acquista la tendenza all'invidia, e quando esce nel mondo si aspetta di essere vittima di ingiustizie, le nota subito se si verificano, e l'immagina se non si verificano. Un uomo simile è inevitabilmente infelice e diventa un fastidio per gli amici, che non possono sempre essere cosi avveduti da evitare immaginarie mancanze di riguardo. Avendo cominciato col credere di non piacere a nessuno, con il suo modo di fare egli finisce col rendere giustificata la sua convinzione. Un'altra disgrazia della fanciullezza che ha lo stesso risultato, è di avere dei genitori poco sensibili ai legami familiari. Se la possibilità di confronto non gli è offerta in casa dalla presenza d'un fratello o di una sorella ingiustificatamente preferiti, un bambino ha sempre occasione di accorgersi che nelle altre famiglie i bambini sono più amati dai loro genitori di quanto egli non lo sia dai suoi. Ciò lo spinge ad odiare gli altri bambini e i suoi genitori e, crescendo, egli si sentirà un Ismaele. Vi sono delle felicità alle quali ognuno ha diritto, e quando un bambino ne viene privato ne consegue quasi inevitabilmente l'inasprimento del carattere, quand'anche non più gravi storture.

Ma l'uomo invidioso obietterà: "A che serve dirmi che il rimedio contro l'invidia è la felicità? Non posso trovare felicità fin tanto che provo invidia, e voi mi dite che non posso smettere di essere invidioso fino a quando non avrò trovato la felicità" Ma la vita reale non è mai cosi logica. Il solo fatto di rendersi conto delle cause che suscitano in noi l'invidia basta a far fare un lungo passo avanti nella cura di tale passione. L'abitudine di porsi sempre in termini di paragone è fatale. Quando ci capita una cosa piacevole, bisogna gustarla appieno, senza fermarsi a pensare che non è poi cosi piacevole come qualche altra cosa che può capitare a qualcun altro. "Si", dice l'uomo invidioso, "è una giornata di sole, ed è primavera, e gli uccelli cantano e gli alberi sono tutti in fiore, ma mi dicono che la primavera in Sicilia è cento volte più bella, che gli uccelli cantano assai più dolcemente nei boschetti d'Elicona, e che le rose da Saron hanno colori molto più teneri di quelle del mio giardino". E mentre si lascia cogliere da tali pensieri, il sole si offusca, il canto degli uccelli diventa un pigolio senza significato e i fiori non sembrano degni nemmeno di uno sguardo. Nè egli si comporta diversamente verso tutte le altre gioie della vita. "Si", dirà tra sè, "la donna del mio cuore è bella, mi ama ed io l'amo, ma quanto più affascinante deve essere stata la regina di Saba! Ah se solo avessi avuto le occasioni di Salomone!". Siffatti paragoni sono tutti sciocchi e senza senso; e che la causa del malcontento sia la regina di Saba o il nostro vicino di casa, essa è pur sempre ugualmente futile. L'uomo saggio, invece, non smette di aver caro ciò che possiede perchè qualcun altro possiede quache altra cosa. L'invidia, in effetti è una delle forme di quel vizio, in parte morale, in parte intellettuale, che consiste nel non vedere mai le cose in se stesse, ma soltanto in rapporto ad altre.
Io guadagno, diciamo, uno stipendio sufficiente per i miei bisogni. Dovrei essere contento, ma vengo a sapere che un'altra persona ch'io non reputo in alcun modo superiore a me guadagna uno stipendio che è il doppio del mio. Immediatamente, se sono di carattere invidioso, la soddisfazione che dovrei provare in ciò che ho si attenua, e io comincio ad essere divorato da un senso d'ingiustizia. Il rimedio adatto per questo stato di cose è la disciplina mentale, l'abitudine a non abbandonarsi a pensieri inutili. Dopo tutto, che cosa è più invidiabile della felicità? E se io riesco a guarire dall'invidia, posso trovare la felicità e diventare invidiabile. L'uomo che ha uno stipendio il doppio del mio è indubbiamente torturato dal pensiero che qualcun altro, a sua volta guadagna il doppio di lui, e cosi via.
Se desiderate la gloria, potete invidiare Napoleone. Ma Napoleone invidiava Cesare, Cesare invidiava Alessandro, e Alessandro, oso dire, invidiava Ercole, che non è mai esistito. Non si può, quindi, liberarsi dall'invidia solo mediante il successo, poichè vi sarà sempre nella storia o nella leggenda, qualche persona che ha avuto maggiore fortuna di noi. Ci si può liberare dall'invidia gustando le gioie che s'incontrano sul proprio cammino, svolgendo il lavoro che si deve svolgere, ed evitando di fare confronti con coloro che reputiamo, erroneamente, molto più fortunati di noi.
Un'inutile modestia è molto simile all'invidia. La modestia è considerata una virtù, ma io, per parte mia, dubito che,nelle sue espressioni estreme, essa meriti di essere considerata tale. La gente modesta ha molto bisogno di essere rassicurata, e spesso non osa affrontare dei compiti che sarebbe perfettamente in grado di assumere. La gente modesta crede di essere messa in ombra da coloro che abitualmente frequenta. E' quindi particolarmente propensa all'invidia, e, attraverso l'invidia, all'infelicità e al malanimo. Per parte mia, credo che non si siano presi abbastanza in considerazione i vantaggi che potrebbero derivare ai ragazzi da un'educazione intesa ad inculcare in loro la sicurezza della propria personalità. Non credo, che un pavone invidi la codo di un altro pavone, poichè ogni pavone è persuaso di avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono uccelli pacifici.
Immaginate quanto sarebbe infelice la vita di un pavone se gli avessero insegnato che non si deve avere una buona opinione di se stessi. Ogni qual volta gli capitasse di veder un altro pavone fare la ruota, penserebbe tra sé: "Non devo immaginare che la mia coda sia più bella di quella, perché sarei un presuntuoso, ma come vorrei che lo fosse! Quell' odioso uccello è cosi convinto della sua bellezza! Devo strappargli qualche penna? Allora, forse, non avrei più da temere un confronto con lui". O forse gli tenderebbe un tranello per poterlo incolpare di malvagità e denunciarlo quindi come indegno all'assemblea degli anziani. Gradatamente stabilirebbe il principio che i pavoni dotati di una coda particolarmente bella sono quasi sempre malvagi e che nel regno dei pavoni un governante saggio darebbe la palma all'umile pavone dalla coda spennacchiata. Una volta riuscito a fare accettare questo principio, farebbe mettere a morte tutti gli uccelli più belli, di modo che una coda realmente magnifica finirebbe col diventare uno sbiadito ricordo del passato. A queste vittorie può giungere l'invidia quando si camuffa da moralità. Ma là dove ogni pavone si crede il più bello di tutti, non nasce il bisogno di questa repressione. Ogni pavone è certo di vincere il primo premio del concorso, e ognuno, poichè apprezza la sua pavonessa, crede di averlo vinto.
L'invidia, è naturalmente connessa alla competizione. Noi non invidiamo una fortuna quando è cosi ingente che è inutile sperare di poterla mai raggiungere. In un'epoca in cui la gerrchia sociale è fissa, le classi inferiori non invidiano le classi superiori fintanto che la divisione tra ricchi e poveri è considerata volere di Dio. I mendicanti non invidiano i milionari, sebbene naturalmente invidino altri mendicanti più fortunati di loro. L'instabilità dell'ordine sociale nel mondo moderno e le dottrine egualitarie della democrazia e del socialismo hanno enormemente esteso il campo dell'invidia. Per il momento questo è un male, ma un male che deve essere sopportato per arrivare a un più giusto sistema sociale. Quando si riflette razionalmente sulle ineguaglianze, ci si rende conto che sono ingiuste, a meno che non si basino su una superiorità di merito. E non appena sono state giudicate ingiuste, non vi è altro rimedio contro l'invidia che ne consegue all'infuori dell'eliminazione dell'ingiustizia. La nostra è quindi un epoca in cui l'invidia occupa un posto singolarmente importante. Il povero invidia il ricco, le nazioni più povere invidiano le ricche, le donne virtuose invidiano quelle che, sebbene lontano dalle virtù, restano impunite. Mentre è vero che l'invidia è la principale forza motrice che spinge all'ingiustizia tra classi diverse, nazioni diverse e sessi diversi, è al tempo stesso vero che la specie di giustizia derivante dall'invidia ha molte probabilità di essere della peggiore specie, e cioè una giustizia che consiste nel diminuire i privilegi del fortunato, piuttosto che nell'accrescere quelli dello sfortunato. Una passione rovinosa per la vita privata è rovinosa anche per la vita pubblica. Non bisogna aspettarsi che da una cosa cosi cattiva quale è l'invidia possano nascere buoni risultati. Coloro, quindi, che per ragioni idealistiche auspicano radicali cambiamenti nel nostro sistema sociale, e una maggiore giustizia sociale, devono sperare che non l'invidia, bensi altre forze siano gli strumenti operanti di tale evoluzione.
Tutte le cose cattive sono collegate tra di loro, e una qualunque di esse può causarne un'altra; la fatica, in special modo, è molto spesso causa d'invidia. Quando un uomo si sente incapace di compiere il suo lavoro, è preso da un generico malcontento che con grandissima facilità può assumere la forma dell'invidia verso coloro che hanno da svolgere un lavoro meno impegnativo. Quindi uno dei modi per far diminuire l'invidia è di far diminuire la fatica. Ma la cosa di gran lunga più importante è assicurare una vita che soddisfi l'istinto. Molta invidia che sembra puramente professionale ha in realtà un origine sessuale. Un uomo che è marito e padre felice difficilmente invidia altri uomini per la loro ricchezza o i loro successi, fintanto che egli dispone di quanto occorre per allevare i propri figli nel modo che reputa il migliore.
Le cose indispensabili alla felicità umana sono semplici, cosi semplici che le persone complicate non sanno costringersi a riconoscere quali sono le cose delle quali sentono realmente la mancanza.
Ai vecchi tempi la gente invidiava soltanto i propri vicini, perché poco o nulla sapeva degl'altri. Ora, attraverso l'istruzione, la stampa e i media, sa molte cose, in modo astratto, su varie classi dell'umanità, tra le quali però vi è realmente una esigua conoscenza diretta. Attraverso i mass media crede di sapere tutto sugl'altri, i ricchi, i poveri, i neri o gialli che siano, spesso proposti con critica nefasta. Tutto quest'odio è, se cosi si puo dire, alimentato dalla propaganda, ma questa è una spiegazione piuttosto superficiale. Perchè la propaganda è tanto più efficace quando incita all'odio, di quando tenta d'incitare a sentimenti d'amicizia? La ragione sta evidentemente nel fatto che il cuore umano,quale la civiltà moderna lo ha fatto, è più propenso all'odio che all'amicizia. Ed è propenso all'odio perché è insoddisfatto, perché nel profondo sente, forse anche inconsciamente, di aver perduto il senso della vita; sente che forse altri, ma non noi, si sono assicurati le belle cose che la natura offre per la gioia dell'uomo. La somma positiva dei piaceri nella vita di un uomo moderno è indubbiamente superiore a quella che si poteva avere in comunità oiù primitive, ma ancor più di tale somma è aumentata la consapevolezza di ciò che potrebbe essere. Recandovi in un giardino zoologico, potreste notare negli occhi delle scimmie, se non stanno facendo ginnastica o schiacciando noci, una intensa espressione di tristezza. Ci si può quindi immaginare che sentano di dover diventare uomini, ma sappiano di non potere scoprire il segreto per diventarlo. Sulla via dell'evoluzione le scimmie si sono smarrite; i loro cugini sono andati avanti e loro sono rimaste indietro. Qualche cosa che somiglia a quelllo sforzo e a quella angoscia sembra essere entrata nell'animo dell'uomo civile. Egli sa che vi è, quasi a portata di mano, qualche cosa di migliore di lui, ma non sa dove cercare questa cosa o come trovarla. Disperato, si accanisce contro il suo simile, che è altrettanto smarrito e altrettanto infelice. Noi siamo giunti a uno stadio dell'evoluzione che non è lo stadio definitivo. Dobbiamo sorpassarlo rapidamente, perché se cosi non facciamo, la maggior parte di noi perirà per via, e gli altri si smarriranno in una foresta di dubbi e paure. L'invidia, quindi, nociva com'è, e per terribili che siano i suoi effetti, non è malvagia in modo assoluto. In parte è l'espressione di un dolore eroico, il dolore di coloro che camminano alla cieca nella notte, diretti forse in un luogo di riposo migliore, forse soltanto verso la distruzione e la morte. Per trovare la giusta via, che lo conduca lontano da questa disperazione, l'uomo civile deve allargare il suo cuore come ha allargato la sua mente. Deve imparare a trascendere il suo io e, cosi facendo, ad acquistare la libertà dell'universo.







martedì 27 maggio 2008

Benvenuti sul mio blog

Qui trovate i link per my space dove troverete player di video vari e in aggiornamento, provare per credere.